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04/11/2011 - Sicurezza - Proposta legge su omicidio stradale verso le Camere, mancano soltanto 2400 firme
Mancano solo 2400 firme affinche' la proposta di legge popolare per l'istituzione dell'omicidio stradale (con inasprimento di pene per chi uccide al volante sotto l'effetto di alcool o droghe), presentata alcuni mesi fa dall'associazione Guarnieri e sottoscritta, come primo firmatario dal sindaco Matteo Renzi, possa essere presentata in Parlamento.
Oltre 47.600 persone, spiega una nota, hanno gia' firmato la proposta, che richiede secondo la legge, per poter essere sottoposta al vaglio della massima assimblea italiana, almeno 50mila adesioni. Per sottoscriverla, basta cliccare sul sito www.occhioallastrada.it. L’iniziativa è stata di recente presentata durante l’assemblea nazionale dell’Anci a Brindisi con una conferenza stampa cui hanno preso parte Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia e presidente della commissione Anci Mobilità e Trasporti, Guido Castelli, Sindaco di Ascoli Piceno e delegato a Mobilità e Trasporti, e e lo stesso Matteo Renzi.
L'associazione Guarnieri, fondata lo scorso anno dai genitori di Lorenzo, 17enne fiorentino ucciso da uno scooterista che guidava sotto l'effetto di alcol e droghe, ha curato, insieme al Comune di Firenze, oltre alla proposta di legge per l'omicidio stradale, anche il Progetto David, teso a far diminuire il numero dei morti in strada: in quest'ambito, sono stati realizzati cartelloni pubblicitari per promuovere la sicurezza stradale, di sei metri per tre, orizzontali e verticali, che verranno diffusi in citta' a partire da domani. (gp)
02/11/2011 - Legalità - Corti: “Protocollo Milano conferma che lotta contro infiltrazioni è battaglia intera comunità, non di una parte politica”
Il sindaco di Desio: “L’intesa rafforza consapevolezza che la criminalità è ormai presente anche nel nostro territorio. Vi aderiscano presto tutti i 55 Comuni della provincia di Monza-Brianza”
di Giuseppe Pellicanò
 
Che questo protocollo sia stato sottoscritto da Prefetture e Comuni rafforza ancora di più il fatto che sono le comunità locali che si stanno opponendo alla criminalità organizzata e lo stanno facendo assieme. Non è una battaglia né di una parte politica o di un sindaco, o del prefetto o del ministro, ma di una comunità e quindi di una Nazione”. Lo afferma il sindaco di Desio, Roberto Corti, in merito al protocollo della legalità sottoscritto a Milano tra le Prefetture delle province di Milano e Monza e Brianza e altri 26 Comuni delle due province per rafforzare l’azione di contrasto alle infiltrazioni criminali nell’hinterland milanese.
Un accordo che ricopre un valore simbolico per il Comune, che nel novembre 2010 è stato sciolto per le dimissioni di 11 consiglieri, dopo il coinvolgimento di alcuni esponenti politici nell'inchiesta ‘Infinito’ che, qualche mese prima, aveva confermato il preoccupante radicamento della ‘ndrangheta anche nel nord Italia.
“Fino a quella indagine molti da noi hanno sottovalutato le infiltrazioni della criminalità, e chi tra i politici e gli amministratori affermava il contrario veniva tacciato di porre problemi inesistenti. Adesso questo accordo conferma che vi è piena consapevolezza che la criminalità è ormai presente anche nel nostro territorio”, sottolinea il sindaco. Che aggiunge: “Non a caso appena ci siamo insediati come amministrazione lo scorso maggio scorso abbiamo deciso di costituirci parte civile nel processo ‘Infinito’ contro le cosche calabresi”.
Adesso si riparte dal protocollo di intesa firmato a Milano, che prevede un pacchetto di 12 misure concrete per tutelare l’economia legale ed approntare, anche attraverso appositi tavoli di lavoro da convocare almeno 4 volte l’anno, strumenti per un proficuo controllo delle attività più vulnerabili alle contaminazioni mafiose, realizzando anche una costante attività di monitoraggio che tenga conto delle realtà locali.
“Il protocollo è solo una manifestazione di intenti, ma è la giusta base da cui partire per avere atti concreti. La priorità adesso – sottolinea Corti – è lavorare d’accordo con il Prefetto per coinvolgere tutti i Comuni della provincia di Monza - Brianza. Finora l’intesa è stata firmata solo da 6 Comuni sui 55 totali”.
Quanto poi alle misure da attuare, il primo cittadino di Desio accenna come primo passo concreto “alla sperimentazione di una stazione unica appaltante per l’area della provincia, cui affidare in sicurezza i grandi appalti”. Così come alla possibilità di “creare una white list di aziende certificate e cristalline, per evitare che nei subappalti vi siano inserimenti illeciti”.
Ma a Desio puntano molto anche sul tema dell’educazione alla legalità con azioni mirate che l’amministrazione rivolge ai cittadini ed ai giovani. “Anche se il presidio principale resta la scuola, il Comune deve agire perché il rispetto delle regole diventi un valore fondamentale su cui costruire una convivenza civile”. E vi è poi il tema dell’abusivismo edilizio. "A Desio siamo a livelli di molte aree del Sud: sono state presentate 710 domande di condono edilizio, dal 50 al 100% in più rispetto ad altri Comuni limitrofi”, rimarca il sindaco che annuncia “un’azione incisiva per l’abbattimento di molte costruzioni abusive”.
“Il nostro auspicio è che il piano di azione previsto dal Protocollo di intesa si traduca presto in azioni concrete e non rimanga sulla carta”, dichiara da parte sua il vicesindaco Letizia Ricchiuti, da anni impegnata nella battaglia contro le infiltrazioni delle cosche nella pubblica amministrazione, oltre che per rafforzare la cultura della legalità sul territorio. Ricchiuti elenca le iniziative che il Comune vuole portare avanti per togliere sempre più terreno alle infiltrazioni illegali.
“Il prossimo 4 novembre adotteremo in consiglio comunale una variante al piano regolatore generale che riporta 1 milione di metri quadri alla non edificabilità, destinandoli al verde urbano e a zone agricole”. Inoltre “abbiamo aderito ad Avviso Pubblico, la rete degli enti locali per la formazione civile contro le mafie, perché la sua finalità è quella di creare strumenti e competenze tecniche utili all'attività amministrativa di contrasto alle infiltrazioni negli appalti pubblici”, conclude il vicesindaco. (nw)
 
28/10/2011 - Legalità - Molteni (Sondrio): “Bene protocollo su strada Stelvio, la politica ne faccia un modello piuttosto che proporre sanatorie”
“La prevenzione è il modo più intelligente per evitare le infiltrazioni criminali negli appalti. La politica nazionale, piuttosto che proporre sanatorie, dovrebbe fare dei protocolli della legalità un faro: devono lavorare solo le aziende in regola e non chi cerca di fare il furbo”. Lo afferma il sindaco di Sondrio Alcide Molteni sul Protocollo di legalità contro l’infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici della strada statale dello Stelvio. Il documento, il primo del genere nel centro nord dopo il precedente della Salerno-Reggio Calabria, è stato sottoscritto ieri da Prefettura, Dia, Anas e dal consorzio di imprese impegnato in Valtellina nella realizzazione del primo tronco della nuova statale 38.

Ma proprio questa circostanza non crea preoccupazione al sindaco. “La firma è un dato che testimonia una forte attenzione da parte delle istituzioni per un corretto svolgimento dei lavori pubblici anche nel nostro territorio. D’altro canto - ricorda Molteni - erano state proprio le forze dell’ordine a segnalare la presenza su un cantiere di alcune imprese in odor di 'ndrangheta che sono state poi allontanate”.

Il sindaco di Sondrio sottolinea anche il valore simbolico del protocollo che spingerà adesso le imprese coinvolte nei lavori a non derogare più sui principi. “Se prima le ditte cercavano di ‘chiudere un occhio' sulla provenienza di subappaltatori e fornitori, adesso non potranno più farlo. Questo dimostra - conclude Molteni - che la strada da seguire per scongiurare il 'rischio infiltrazioni' anche nel nostro territorio è solo quella della prevenzione”. (gp)

 
 

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L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ha attivato un monitoraggio delle
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