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martedì, 21 maggio 2013 
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01/03/2012 - Sicurezza urbana - Il testo integrale della ricerca Anci/Cittalia sulle ordinanze

 Pubblichiamo il testo integrale della ricerca realizzata da Anci-Cittalia sulle ordinanze in materia di sicurezza urbana nei Comuni italiani. (ef)

01/03/2012 - Sicurezza urbana - Anci-Cittalia, regolamenti e programmazione strumenti utili, ma serve legge riforma polizia locale
Sondaggio tra i sindaci di 14 città: “Le ordinanze per la gestione del conflitto sociale e la vivibilità negli spazi pubblici sono andate progressivamente scomparendo già prima della sentenza della Consulta sui limiti del potere di intervento”

I regolamenti di polizia urbana e la pianificazione urbana sono validi strumenti da affiancarsi alle ordinanze di sicurezza per garantire la vivibilità e il benessere urbano. Lo evidenzia lo studio di Anci-Cittalia che ha cercato di analizzare lo scenario dopo la sentenza della Corte Costituzionale dell’aprile 2011 sui limiti del potere di ordinanza dei sindaci. Anche se tutto – rileva lo studio - passa per l’approvazione di una legge di riforma sulla polizia municipale, che dia una cornice definitiva alla disciplina della sicurezza urbana.

La pubblicazione presentata oggi registra l’interesse dei sindaci sia per la pianificazione urbana che per i regolamenti di polizia urbana. Grazie alla prima, si possono mettere a punto progetti di città per prevenire rischi ambientali ma anche rischi legati alla violenza, criminalità, al degrado urbano puntando alla riqualificazione urbana. Mentre i regolamenti di polizia urbana possono essere lo strumento con cui ‘salvare’ le ordinanze giudicate illegittime dalla Corte Costituzionale, nel caso in cui i loro contenuti possono essere riadattati utilizzando come base normativa il regolamento comunale.

Cittalia ha anche realizzato un sondaggio intervistando 14 sindaci (Perugia, Ancona, Genova, Verona, Potenza, Torino, Salerno, Ragusa, Varese, Reggio Emilia, Padova, Firenze, Bari e Pavia) riscontrando in generale che, a tre anni dal ‘pacchetto sicurezza’, le ordinanze di sicurezza urbana hanno sempre più perso appeal come strumento di intervento.

Alcuni primi cittadini ritengono l’ordinanza utilissima per contrastare degrado e insicurezza urbana; mentre altri ritengono lo ‘strumento’ puramente simbolico ed utile solo per una pronta risposta ad una parte di cittadinanza, trasferendo il fenomeno che genera il problema solo più in là senza risolverlo; altri ancora non l’hanno utilizzato per scelta politica, avendo deciso di promuovere interventi di carattere preventivo. (gp)

 

01/03/2012 - Sicurezza urbana - Anci-Cittalia, in Lombardia il maggior numero di ordinanze tra il 2009 e il 2010
Ma è in Emilia Romagna, Toscana e Liguria che si registrano le percentuali più elevate di coinvolgimento dei Comuni. Abuso di alcol, vandalismo e prostituzione gli ambiti più regolati. Il 57% dei provvedimenti si applica all’intero territorio comunale.

E’ la Lombardia la Regione con il maggior numero di ordinanze di sicurezza urbana adottate tra il 2009 e il 2010: in 59 Comuni (il 3,8% dei comuni lombardi) sono stati emessi 120 provvedimenti: il 24% del totale. Seguono il Piemonte (56), Veneto (52) ed Emilia Romagna (51), che insieme hanno adottato oltre il 30% delle ordinanze. E’ uno degli aspetti fotografati dalla ricerca Anci-Cittalia sulla sicurezza urbana illustrata oggi a Roma.

Significativi i dati di Emilia Romagna, Toscana e Liguria dove, pur essendo stato emesso un numero inferiore di ordinanze, si registrano percentuali più elevate di coinvolgimento dei Comuni. Il 6,3% dei quelli emiliano- romagnoli, il 4,5% dei  toscani e il 4,2% dei liguri hanno assunto provvedimenti in materia di sicurezza urbana.

Il settore maggiormente regolato dai sindaci è stato quello dell’abuso di alcol. Infatti, la maggior parte del quasi 30% dei provvedimenti, che hanno riguardato in particolare la vendita  (17%) e il consumo (12%) di bevande e alimenti, contemplava divieti sulla somministrazione o sul consumo di bevande alcoliche. Le altre ordinanze sono dirette principalmente al contrasto del vandalismo (7,7%), della prostituzione (7,4%), dell’abbandono di rifiuti (7,2%), dell’accattonaggio (6%) e dell’occupazione abusiva degli immobili (5,8%).

Il destinatario dei divieti è nel 60% dei casi l’intera collettività, mentre nel 25% l’ordinanza si  rivolge a specifiche categorie (ad esempio gli esercenti commerciali) e solo nel 15% a soggetti privati, enti e specifici soggetti (nomadi, extracomunitari, proprietari di immobili). Le ordinanze si applicano perlopiù all’intero territorio comunale (57%); ma nel 23% dei casi riguardano una specifica area, e nel 19,8% una o più specifiche piazze, vie o quartieri. (gp)

 


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L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ha attivato un monitoraggio delle
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Pubblichiamo la nota di lettura su testo unificato in materia di polizia locale.
 
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